Prof. Tommaso Marinelli D.O.

Pavullo, bimbi maltrattati all’asilo La difesa della maestra: “Quella nel filmato non sono io”

Più dettagliato del Corriere della Sera l’articolo della Gazzetta di Modena dove un deputato PD, responsabile nazionale del partito per il tema dell’infanzia, ipotizza a buona ragione uno stato di burnout della maestra che tuttavia “… non deve ricadere sulla giovane utenza …”. Peccato che l’onorevole non faccia menzione del fatto che proprio la politica non ha finanziato il DL 81/08, né ha verificato che i dirigenti scolastici applichino tale norma sulla tutela della salute dei lavoratori dallo Stress Lavoro Correlato. Come ciliegina sulla torta l’ostinazione delle Istituzioni nell’ignorare che le malattie professionali dei docenti sono psichiatriche nell’80% dei casi. Ulteriore misfatto dei nostri governanti è quello di ignorare che gli stessi dirigenti scolastici devono essere formati in materia di incombenze medico-legali di loro spettanza. Cosa ne può sapere un dirigente di malattie se non viene informato dei rischi professionali della categoria? Quindi non sorprenda il fatto che la dirigente e i colleghi non si fossero accorti di nulla: non si tratta di omertà ma di semplice ignoranza. SvegliatiItalia.

Vittorio Lodolo

http://gazzettadimodena.gelocal.it/modena/cronaca/2016/02/01/news/botte-ai-bimbi-e-bestemmie-in-classe-arrestata-maestra-d-asilo-a-pavullo-1.12878433

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La Sindrome da Disconnessione (Nomofobia)

In questi ultimi anni si sta progressivamente e pericolosamente diffondendo una peculiare nevrosi legata alle nuove tecnologie, così come sta aumentando la sua dannosità in diretta proporzione alle sempre più numerose, sofisticate, disponibili e veloci possibilità comunicative (palmari, adsl, telefonini, notebook, satellitari, etc.). Tale disturbo psicologico prende il nome di Sindrome da Disconnessione,  o anche Nomofobia (dall’inglese No-mobile), ed ormai in America affligge addirittura una persona su tre. Il suo recente e rapido sviluppo sta coinvolgendo anche gli altri paesi industrializzati, Europa ed Italia comprese. In specifico basta che il telefonino, piuttosto che il palmare o il notebook collegato in rete si spengano o si disconnettano a  causa della batteria esaurita o di un improvviso guasto, o, più semplicemente, perchè si è entrati in una zona priva di campo o a causa della momentanea congestione della rete, per generare nella persona un vero e proprio stato psicopatologico di intensa e crescente ansia e paura.

Anche il rimanere per molto tempo lontani dal telefonino e/o dal computer provoca nell’individuo forti e problematiche emozioni di stress, ancora maggiori nei casi di dipendenza psicologica dal cellullare e/o dal pc connesso alla rete e/o dai Social Networks (es. Facebook), con tutti i molteplici sintomi e conseguenze negative a tali dipendenze collegate.

Probabilmente la Sindrome da Disconnessione è contraddistinta da molteplici cause, anche legate agli apparecchi di telecomunicazione e alle dinamiche sociali sviluppatesi in questi anni. Ad esempio il bisogno di sicurezza, appagato dal poter sempre raggiungere telefonicamente qualcuno e/o il bisogno di comunicare, facilitato dalle connessioni sempre più veloci e dalla linea sempre più presente, anche in luoghi impervi e lontani.

 Altri esempi ancora sono il bisogno di stare con qualcun’altro (dunque la paura di rimanere soli), trovata negli infiniti gruppi e forum della rete e/o infine il superare o lo scavalcare certi tempi ed emozioni di difficile gestione, tipiche dei rapporti umani reali, azzerate grazie al web.

Allora, paradossalmente, senza una connessione sembra che tutto il mondo intorno diventi improvvisamente deserto di possibilità, impulsi e scambi emotivi.

Solitamente la Sindrome da Disconnessione affligge maggiormente individui con bassa autostima, difficoltà socialiansia diffusa, eccessiva sensibilità, pensieri ossessivi e comportamenti compulsivi, ma può anche arrecare serie preoccupazioni, paura, ansia, e stress in persone senza tali dinamiche psicologiche.

Ulteriori sintomi negativi possono essere isolamento sociale, senso di frustrazione e di inutilità, crisi di panico.

http://www.cpsico.com/sindrome_da_disconnessione_nomofobia.htm

Ingiurie ai docenti. Non si può rimproverare un prof davanti alla classe: condannato un preside al risarcimento.

Giulia Boffa   2 gennaio 2017

Un preside è stato condannato dalla Corte di Cassazione per aver rimproverato un professore davanti alla classe.

Un simile comportamento è di fatto lesivo dell’onore e del decoro della persona e costituisce dunque un’ingiuria e il preside può esternare delle lamentele o delle critiche ma deve farle in privato.

I giudici della quinta sezione penale con la sentenza n.2927/2009 hanno così confermato una condanna insieme al risarcimento danni, inflitta ad un preside che entrando in una classe e constatando “la particolare vivacità e l’elevata indisciplina” della scolaresca si era rivolto al prof dicendogli “lei e’ un incapace, lei e’ un incompetente”. Il caso finiva in tribunale e ne seguiva la condanna per ingiuria. Il preside aveva sostenuto davanti ai giudici di aver agito legittimamente a causa della vivacità della classe già punita in passato da altri insegnanti.

La Corte ha respinto il ricorso, evidenziando che “con adeguata e logica motivazione nella sentenza impugnata è spiegato che le espressioni rivolte dall’imputato alla persona offesa non riguardavano critiche legittime avanzate dal superiore gerarchico a uno specifico operato del dipendente, bensì la sfera personale di quest’ultimo di cui ledevano l’onore e il decoro, mettendone in dubbio la capacità e competenza di fronte a un’intera classe di alunni, nel mentre una legittima critica, con espressioni non offensive in sé, poteva essere espressa nelle sedi a ciò deputate come nel corso di un consiglio di classe”.

http://www.orizzontescuola.it/ingiurie-ai-docenti-non-si-puo-rimproverare-un-prof-davanti-alla-classe-condannato-un-preside-al-risarcimento/

 

LA SALUTE DEI DOCENTI A FINE ANNO SCOLASTICO

Giusto per precisare il famoso arrivo dell’estate e delle vacanze allego due collegamenti interessanti per ragionare su quello che è il rischio di tale professione.

Buone vacanze a tutti

 

Valutazione in fase di scrutini finali.

Giusto per aggiornare i docenti sul concetto di “CONGRUO NUMERO DI VERIFICHE”.

In allegato le specifiche della possibile situazione conflittuale in sede di scrutinio finale.

Prof.T.Marinelli D.O.

1.LA_VALUTAZIONE_E_LE_PROVE_DI_VERIFICA_0

http://www.orizzontescuolaforum.net/t10136-verifiche-scritte#.V1hCgy7LxG0.facebook

 

Scuola, arriva il premio per i migliori insegnanti o per ….

Il docente vincitore avrà 50 mila euro da spendere in progetti scolatici. Ecco come partecipare o candidare il proprio prof del cuore. E’ possibile concorrere anche al Global teacher prize, una sorta di Nobel per l’insegnamento con in palio un milione di dollari

di CATERINA PASOLINI

ROMA – Anche i professori italiani avranno il loro premio Nobel. Un riconoscimento, in denaro, al loro lavoro quotidiano, alla fatica, all’immaginazione che mettono ogni giorno per insegnare ai ragazzi, per trasmettere sapere e visioni di vita, per dare chiavi di lettura della realtà e aprire possibili nuove strade. Impegnati tra i banchi dalle elementari al liceo a capire passioni, intuire difficoltà dei loro alunni. In una parola un premio (50mila euro al primo arrivato, 30mila dal secondo al quinto) per la fatica spesa cercando di educare i giovani alla curiosità, al sapere e a crescere, inventando nuovi approcci e metodi di insegnamento.
Scuola, arriva il premio per i migliori insegnanti. La ministra: "Valorizziamo ruolo che hanno nella vita dei nostri figli"
Il premio, sulla scia di quello internazionale della Varkey Foundation, è stato presentato oggi dal ministro dell’Istruzione Stefania Giannini che ha sottolineato la voglia di raccontare così “la storia di chi sta ispirando i nostri ragazzi”. Ricordando, come ha detto Hanan Al Hrub, maestra nel campo profughi palestinese di Betlemme vincitrice del premio Varkey 2016 che “gli insegnanti italiani fanno la differenza nella vita di tanti giovani”.

Il premio, come si partecipa – Il premio è destinato a docenti in servizio nelle scuole di ogni ordine e grado. Dal 1° luglio sarà possibile candidarsi ed essere candidati esclusivamente on line attraverso il sito http://www.italianteacherprize.it. La procedura rimarrà aperta fino all’1 ottobre 2016. Chi vorrà candidare un insegnante dovrà indicarne nome, cognome, istituzione scolastica di appartenenza e allegare una breve motivazione. Gli insegnanti dovranno compilare una scheda con dati relativi, fra l’altro, alla loro attività educativa (anni di insegnamento, tipologia di scuola), al contesto in cui operano (ad esempio aree a rischio), ai modelli didattici utilizzati, progetti di internazionalizzazione o inclusione, eventuali attività di volontariato, partecipazione a convegni o eventi sull’istruzione, alle pubblicazioni legate alla propria professione, a come useranno il premio finale.

La selezione – Una prima scrematura avverrà sulla base di questi dati e porterà a 50 finalisti, a cui sarà chiesto di fornire ulteriori informazioni. Una giuria nazionale, composta da personalità di spicco, individuerà i 5 finalisti. Al primo di loro andrà un premio pari a 50.000 euro, gli altri quattro riceveranno 30.000 euro ciascuno. Il premio in denaro verrà assegnato alle scuole dei docenti vincitori per la realizzazione di attività e progetti promossi e coordinati dagli insegnanti premiati. Il vincitore del Premio nazionale insegnanti sarà valutato dal comitato del Global Teacher Prize per un possibile inserimento fra i primi 50 finalisti mondiali che gareggiano per conquistare il milione di dollari in palio. Tutti i docenti italiani potranno comunque partecipare direttamente all’Edizione mondiale anche se non hanno partecipato al Premio nazionale.

Le parole della ministra Giannini – “Il Global Teacher Prize valorizza il ruolo strategico che i docenti rivestono nella vita dei nostri figli – ha detto la ministra dell’Istruzione, Stefania Giannini – , raccontando le storie di insegnanti speciali, di docenti che incidono sui cittadini del futuro. Per questo abbiamo voluto crearne uno italiano, per la riconoscenza nei confronti di chi educa, prepara i nostri figli alla vita, chi educa i cittadini di domani. E’ poi un onore lanciare la prima Edizione italiana del Premio alla presenza di Hanan Al Hroub che, nel difficile contesto di un campo profughi, educa i suoi alunni, attraverso il gioco, al rispetto degli altri, alla capacità di ascolto. Anche nel nostro Paese possiamo contare su molte ‘Hanan’, su tanti insegnanti che riescono a fare la differenza nelle loro comunità scolastiche come punti di riferimento per colleghi, famiglie, studenti. Con il Premio Nazionale vogliamo conoscere le loro storie, raccoglierle e raccontarle al Paese”.

Il Global Teacher Prize – “Quando abbiamo lanciato il Global Teacher Prize non avevamo come obiettivo quello di trovare il miglior insegnante al mondo, ma volevamo creare un movimento che portasse alla luce le migliaia di storie di eroi che hanno trasformato le vite di tanti giovani. Volevamo mettere sotto i riflettori il lavoro incredibile che gli insegnanti fanno in tutto il mondo ogni giorno”, ha sottolineato Sunny Varkey, presidente della fondazione che ogni anno assegna il premio da un milione di dollari dopo aver vagliato migliaia di candidati dei cinque continenti.

Dal campo profughi la miglior docente 2016 – “Gli insegnanti italiani incidono positivamente sulla vita di tanti giovani. Sono loro che indicano la strada, fanno da guida. Sto parlando di persone come Barbara Riccardi, Daniela Boscolo e Daniele Manni, candidati al premio Varkey, il loro entusiasmo per ciò che insegnano e la loro gioia per il fatto di essere dei docenti sono contagiosi. Sono certa che ci sono tanti

altri come loro in Italia che possono essere valorizzati. Per questo invito i genitori e i ragazzi italiani ad individuare modelli postivi e candidare questi docenti al premio italiano”. Con queste parole Hanan, la vincitrice del premio per il 2016 ha invitato a votare il professore del cuore.

http://www.repubblica.it/scuola/2016/05/29/news/ministra_giannini_presenta_premio_annuale_per_il_miglior_insegnante-140880505/

Il Senato approva! Primo grande passo verso il riconoscimento dell’osteopatia

Il 24 maggio 2016 alle ore 17:03, con 165 voti favorevoli, 33 contrari e 30 astenuti viene approvato l’articolo 4 che riconosce l’osteopatia come professione sanitaria.
Mai nella storia dell’osteopatia italiana eravamo andati così in avanti. Il prossimo passo sarà alla Camera.

Ma vediamo la storia degli ultimi giorni: nel primo punto all’ordine del giorno della seduta pomeridiana c’era proprio la discussione del disegno di legge che ci riguarda da vicino: “Deleghe al Governo in materia di sperimentazione clinica dei medicinali, di enti vigilati dal Ministero della salute, di sicurezza degli alimenti, di sicurezza veterinaria, nonché disposizioni di riordino delle professioni sanitarie, di tutela della salute umana e di benessere animale”.

La seduta, cominciata il 18 maggio e sospesa a causa della duplice mancanza del numero legale, è iniziata con la relazione della Senatrice De Biasi alle ore 18:14, trattando i diversi aspetti delle professioni sanitarie da regolamentare presenti nel DdL 1324.
La relatrice ha riferito sul contenuto del provvedimento: l’articolo 3 reca una revisione della disciplina degli ordini delle professioni sanitarie. In via generale, l’esercizio della professione è subordinato all’iscrizione nel relativo albo e gli ordini sono costituiti su scala provinciale e riuniti in federazioni nazionali; l’articolo 4, introdotto in Commissione, istituisce la professione di osteopata.

Nella seconda giornata del 19 maggio, a seguito di un’ampia discussione cominciata alle 9:33 tra i vari esponenti presenti, la De Biasi ha concluso il dibattito sottolineando la lunga attesa dell’approvazione del procedimento: “Un milione e duecentomila professionisti della sanità che stanno attendendo questo provvedimento. Non sono pochi: aspettano da quattordici anni. – e prosegue – Penso dunque che la cosa più importante sia far uscire il provvedimento da quest’Aula, perché è fermo qui da troppi anni, e farlo approdare per la seconda lettura alla Camera, in cui, in accordo con i Ministeri, si potranno fare dei ragionamenti.

Ci sono due nuove professioni che vengono istituite (osteopata e chiropratico). […] Gli osteopati avranno per la prima volta l’obbligo di conseguire una laurea triennale. È un fatto importantissimo, perché oggi quest’obbligo non c’è.”

(In realtà l’emendamento rimanda per la formazione ai Ministeri di competenza, per cui riteniamo che sia una partita ancora da giocare, se ne parlerà certamente il 27 maggio durante il Convegno del ROI, dove la Senatrice De Biasi sarà ospite.)

“Preferiamo che ci siano studi con targhe recanti la scritta «osteopata» senza che sia stata conseguita una laurea? Preferiamo che vi sia la scritta «fisioterapista» senza che sia stata conseguita una laurea o esista un albo? Preferiamo che vi sia l’etichetta «chiropratico» senza che vi sia la validazione di una laurea? Oppure preferiamo che,insieme, lavorino in modo trasparente, finalmente, con sanzioni deontologiche ad oggi assenti in questo Paese?” 

Conclude affermando: “Dobbiamo decidere, finalmente, perché il tempo è adesso. Non possiamo permetterci, ancora una volta, di voltare la testa dall’altra parte per piccole o grandi miserie quotidiane o per piccoli o grandi conflitti d’interesse. Siamo consapevoli che stiamo compiendo un passo molto più importante di quanto molti di noi possano pensare in favore di una migliore sanità e di un migliore Servizio sanitario nazionale.” 

La seduta di giovedì 19 maggio si è conclusa senza votazione di tutti gli articoli.
Oggi, martedì 24 maggio, si è ripreso dall’articolo 4, approvato – come detto in apertura –  alle ore 17:03. Continuerà la votazione di tutti gli articoli fino all’approvazione del Disegno di legge nel suo complesso.

Per questo primo passo bisogna dare grande merito alla Senatrice De Biasi che ha difeso con i denti il nostro emendamento ancora più del Ministro Lorenzin che lo ha voluto.
Dal canto nostro va ricordato in questo momento storico il ruolo di guida del legislatore che ha avuto il Registro degli Osteopati Italiani per cui tutti noi dobbiamo ringraziare la nostra Presidente Paola Sciomachen in rappresentanza del Consiglio direttivo e di tutta l’associazione.

http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00976283.pdf

http://www.tuttosteopatia.it/nav/blog/b-osteopatia/riconoscimento-dellosteopatia-2/il-senato-approva-primo-grande-passo-verso-il-riconoscimento-dellosteopatia/?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=senato

 Istituzione e definizione della professione di dottore in scienze delle attività motorie e sportive

Proposta di modifica n. 3.0.203 al DDL n. 1324

Ritirato e trasformato nell’odg G3.0.203

        1. Nell’ambito delle professioni sanitarie è istituita la professione di dottore in scienze delle attività motorie e sportive. Per l’esercizio della professione sanitaria di cui al presente comma, è necessario il possesso della laurea in scienze delle attività motorie e sportive o titoli equipollenti.

        2. Con accordo stipulato in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, da adottare entro tre mesi dall’entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti i criteri per il riconoscimento dei titoli equipollenti ai fini dell’esercizio della professione di cui al comma 1. È comunque esclusa l’equipollenza della laurea in scienze delle attività motorie e sportive con la laurea in fisioterapia.

        3. È istituito, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, presso l’Ordine dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche della riabilitazione e della prevenzione, l’albo per la professione sanitaria di dottore in scienze delle attività motorie e sportive. Possono iscriversi all’albo i soggetti che hanno conseguito la formazione universitaria in scienze delle attività motorie e sportive ed i soggetti in possesso dei titoli equipollenti di cui al comma 2.

        4. L’esercizio dell’attività professionale di dottore in scienze delle attività motorie e sportive ha per oggetto la progettazione, l’organizzazione, la valutazione e l’attuazione:

a) di programmi di attività motorie finalizzati al raggiungimento, al recupero ed al mantenimento delle migliori condizioni di benessere fisico per i bambini, adolescenti, adulti, anziani e persone con disabilità;

b) di attività per il miglioramento della qualità della vita mediante l’esercizio fisico;

c) dell’insegnamento dell’educazione motoria in tutte le strutture pubbliche e private nelle quali si svolgano attività motorie e sportive, nonché nelle scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado;

d) del rispetto delle normative antidoping, dell’adeguata diffusione delle informazioni in ordine ai possibili effetti collaterali connessi all’assunzione di integratori alimentari o di sostanze comunque dirette a migliorare le prestazioni sportive non vietate dalla legislazione vigente;

e) di attività per la prevenzione primaria e secondaria delle malattie e di programmi di rieducazione motoria attiva, per quanto riguarda la prevenzione di vizi posturali e di recupero motorio post riabilitativo finalizzato alla stabilizzazione muscolare ed articolare ed al mantenimento dell’efficienza fisica;

f) di attività motorie adatte a soggetti disabili o con limitazioni funzionali stabilizzate derivanti da patologie che possono trarre vantaggio dall’esercizio fisico».

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsptipodoc=Emend&leg=17&id=974183&idoggetto=774224

Presentati nuovi emendamenti al DdL Lorenzin

È ancora in salita il percorso per il riconoscimento dell’osteopatia come professione sanitaria: lo scorso 7 aprile sono stati presentati due emendamenti da Emilia Grazia De Biase, referente del disegno di legge 1324 Lorenzin per le professioni sanitarie non ancora regolamentate.

Nel comma 1 del testo si richiede una laurea abilitante o un titolo equipollente per l’esercizio della professione sanitaria.
Il comma 2 prevede un accordo tra Stato e Regioni che stabilisca i criteri per il riconoscimento dei titoli equivalenti.
Il comma 3 stabilisce che l’albo per la professione sanitaria di osteopata sia istituito “presso l’Ordine dei Tecnici di radiologia e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione“.

Ricordiamo che i punti più rilevanti del DdL Lorenzin sono l’istituzione della professione sanitaria dell’osteopata, laurea magistrale a ciclo unico in osteopatia (5 anni e 300 crediti formativi ETCS). Tale piano di studi garantirebbe tra l’altro una regolamentazione della figura sanitaria dell’osteopata simile a quella presente in altri paesi europei) e riconoscimento ed equipollenza dei titoli. L’osteopatia è definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come una professione sanitaria di contatto primario con competenze di diagnosi, gestione e trattamento esclusivamente manuali dei pazienti indirizzata a tutti, dal neonato all’anziano.

L’osteopata, attraverso un approccio clinico manuale specifico, individua la disfunzione somatica che evidenzia una funzione compromessa o alterata delle componenti relative alla struttura corporea. Questa viene successivamente corretta dal professionista utilizzando la più appropriata tra un’ampia serie di tecniche manuali.

La sua efficacia deriva dalla ricerca scientifica, cresciuta sia a livello internazionale che nazionale, anche grazie ad un sempre più ampio gruppo di ricercatori italiani.

Oltre due milioni di italiani fanno ricorso a questa disciplina e su di loro ricadono diversi disagi“, sottolinea Paola Sciomachen, presidente del Registro Osteopati Italiani (ROI). Ad esempio “ad oggi i trattamenti osteopatici non sono detraibili sul 730, inoltre il cittadino non ha garanzie sul professionista, perché esistono molti percorsi formativi ma di diversa qualità“.
Iniziato ben due anni fa, l’iter ha molta strada davanti, visto che dovrà poi passare alla Camera. “Davamo per scontate le difficoltà – conclude Sciomachen – ma abbiamo avuto la dimostrazione che l’esigenza dei cittadini è ben percepita dalla politica e dal Ministero della Salute”.

Ad oggi risulta dunque indispensabile la necessità di un quadro normativo di riferimento per i professionisti e per i tanti pazienti che ricorrono all’osteopatia traendone benefici.

http://www.tuttosteopatia.it/nav/blog/b-osteopatia/riconoscimento-dellosteopatia-2/presentati-nuovi-emendamenti-al-ddl-lorenzin/?utm_source=mailup&utm_medium=newsletter&utm_campaign=april2016

La pantomima continua e si aggrava ogni giorno

Posted on 11 aprile 2016

Ora le mail con l’invito a fare da commissari al prossimo concorso arrivano anche ai docenti precari (quelli che il concorso devono farlo).
Il MIUR, ormai in evidente imbarazzo di fronte ad una situazione ingestibile, sprona alla collaborazione anche i docenti in pensione a cui però sarà richiesto di esaminare i candidati anche sulle competenze digitali.
Se non fosse in gioco la vita di decine di migliaia di persone, tutto ciò farebbe ridere all’inverosimile.
Eccola qui l’incompetenza mascherata da “Governo del fare”, il fare a tutti costi, anche contro il buon senso, anche contro l’equità, anche contro la legge.

Il Governo del fare ridere.
Al MIUR sono “alla canna del gas”, come si suol dire.
Non trovano i commissari anche perché hanno intenzione di retribuirli 1 euro circa all’ora.
Ho chiesto al Ministro spiegazioni in merito in questa interrogazione del 17 marzo scorso.

Il giochino del “concorso per scegliere i migliori” sta scoppiando nelle mani della Giannini che una classifica di qualche giorno fa mette al penultimo posto tra i ministri di Renzie nella fiducia degli italiani.

Ogni giorno escono notizie più inquietanti sul “giochino” che il caro Premier amico dei petrolieri ha voluto a tutti i costi.
I docenti italiani, però, hanno aperto gli occhi.

Non solo i precari abilitati costretti a questa vergognosa pantomima ma anche i docenti di ruolo, già pagati con stipendi da fame e col contratto bloccato da 8 anni, a cui Renzi intende dare un euro l’ora per un impegno di 572 ore.

VERGOGNATEVI E TORNATE A CASA. Gli italiani non vi hanno mai votato e non vi voteranno mai.

http://www.silviachimienti.it/2016/04/la-pantomima-continua-e-si-aggrava-ogni-giorno/

Articoli d-istruttivi…