Prof. Tommaso Marinelli D.O.

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Bullismo a scuola: professoressa legata e presa a calci. Classe delle superiori sospesa per un mese

L’episodio ripreso con i cellulari e postato su Instagram

La classe colpevole dell’episodio è una prima superiore, a fermarli prima di conseguenze più gravi è stato uno studente maggiorenne che si è accorto di quanto stava accadendo

ANTONELLA MARIOTTI
ALESSANDRIA

L’episodio è accaduto più di un mese fa, per tutelare la docente che non ha sporto denuncia non scriveremo di quale scuola si tratta, ma i fatti sono gravi anche se alcuni insegnanti e il preside tendono a parlare solo di un «episodio isolato e non di una tendenza». La professoressa ha difficoltà motorie e un fisico fragile: durante una lezione i ragazzini di una prima superiore l’hanno legata alla sedia della cattedra e presa di mira a calci. Alcuni di loro, quelli che non partecipavano riprendevano con i cellulari.

Il video è stato poi postato su Instagram e ha girato per gli smartphone di parecchi ragazzini. Ed è così che in città sono in molti ad aver visto quelle immagini, seppur eliminate in fretta, di quell’aggressione vigliacca a chi non poteva difendersi. La punizione per i ragazzini è stata di un mese di sospensione con l’obbligo di frequenza in aggiunta la pulizia dei cestini delle altre aule durante l’intervallo. «Una punizione per nulla esemplare, e un messaggio sbagliato agli studenti che rispettano la scuola e gli insegnanti» hanno detto altri docenti che avrebbero voluto «pene» più severe.

 

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Mestre, genitore come una furia a scuola: maestra aggredita si sente male, ricoverata in ospedale

Si è presentato a scuola giovedì mattina. Al collaboratore scolastico che l’ha avvicinato all’ingresso ha detto che aveva urgenza di parlare con la maestra del figlio. Così sono andati a chiamare l’insegnante che stava tenendo lezione. Ma quando la docente si è trovata a tu per tu con il genitore, lui, un papà bengalese, è partito come una furia.

La scuola primaria Silvio Pellico di Mestre in via Kolbe

Insulti, urla, minacce. Inutili i tentativi della maestra di fare rientrare la conversazione a toni più contenuti. Fino a quando la donna, sotto chocper lo spavento, si è sentita male e così è stata chiamata un’ambulanza che l’ha trasportata all’ospedale. L’ennesimo episodio di violenza nei confronti di un’insegnante, in questo caso una donna, è avvenuto alla scuola elementare Silvio Pellico di Mestre. Il plesso di via Massimiliano Kolbe fa parte dell’istituto comprensivo Giulio Cesare.

https://www.ilmattino.it/primopiano/cronaca/maestra_aggredita_genitore_bengalese_mestre_silvio_pellico-3631003.html

 

Insegnanti italiani sempre più stressati e alunni più aggressivi

La ricerca condotta da Arianna Ditta, psicologa, analizza il peso emotivo del rapporto con studenti problematici e che non riconoscono l’autorità

di SALVO INTRAVAIA  

Insegnanti italiani sempre più stressati e alunni più aggressivi

 

Insegnanti italiani sull’orlo di una crisi di nervi. In classi che piuttosto rapidamente si stanno trasformando in ring dove si fronteggiano docenti sempre più stressati e alunni sempre più aggressivi. Quasi metà dei docenti che lavorano nelle scuole nostrane è in situazione di burnout di livello medio, e per un docente su cinque la situazione è già abbastanza grave. Ad analizzare un fenomeno che in Italia è totalmente trascurato, sia dalla politica sia dai dirigenti scolastici, Arianna Ditta, psicologa, che ha realizzato una ricerca sulla situazione di stress lavorativo causato dall’attività di insegnamento. Si tratta di uno dei pochi studi scientifici che attraverso questionari standardizzati e analisi statistiche misurano il peso emotivo del permanere in aula con alunni sempre più problematici e genitori che non ne vogliono sapere di imporre ai figli le regole scolastiche mettendole continuamente in discussione.

Il campione di docenti del primo ciclo (scuole primarie e medie e scuola dell’infanzia) intervistati nell’occasione accusa malesseri di ogni tipo – fisici e psichici – e, superato un certo livello di stress, difficilmente riesce a gestirlo in maniera efficace. Anche se le normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro obbligherebbero il capo d’istituto a valutare lo stress lavoro-correlato e a nominare un medico competente. Dallo studio effettuato emerge che il 24 per cento dei docenti in esame soffre di “esaurimento emotivo” di livello medio e il 20 per cento di livello alto. In altri termini, il 44 per cento degli insegnanti coinvolti nella ricerca accusa malesseri che vanno dall’ansia all’insonnia e, nei casi più seri mal di testa, ulcera, mal di pancia, irritazione e tristezza. Lo studio ha analizzato anche la “depersonalizzazione” (freddezza, distanza emotiva) conseguente al burnout che colpisce con un livello medio-alto il 43 per cento del campione esaminato.

Ma perché così tanti docenti sono alla lettera “bruciati”, esauriti? “Le motivazioni – spiega la giovane ricercatrice – sono essenzialmente di tre tipi: il rapporto diretto con gli allievi (mancanza di disciplina, scarsa autorevolezza o motivazione deficitaria per l’apprendimento); fattori di natura organizzativa (scarso sostegno offerto da colleghi e dirigenti, eccessivo carico di lavoro e di tempo, risorse esigue, continui cambiamenti normativi, retribuzione inadeguata o insufficiente riconoscimento professionale, pregiudizi sul lavoro docente); fattori di personalità (come tendenze nevrotiche, introversione, scarsa autostima, passività, aggressività)”. Ad acuire il malessere degli insegnanti italiani gli episodi di violenza nei loro confronti, sempre più frequenti, da parte di studenti e genitori.

Gli esperti concordano che “l’incapacità del singolo di rispondere positivamente alle condizioni stressogene sul lavoro, che risultano eccessive rispetto alle sue potenzialità” rappresenta il discrimine tra chi è in burnout e no. E per limitare al massimo l’insorgere delle patologie connesse alla sindrome “è necessario – conclude la Ditta – supportare gli insegnanti dall’inizio della carriera fino alla fine, attraverso la formazione iniziale ed in servizio su tematiche inerenti la professione nei suoi diversi aspetti (non solo didattici ma anche relazionali ed emotivi), oltre che specificamente sui rischi di esaurimento professionale e sulle conseguenze sul piano emotivo,relazionale e dell’apprendimento dei propri allievi”. Qualche giorno fa, in Svizzera, i sindacati hanno chiesto migliori condizioni di lavoro per i docenti, le cui condizioni di salute sono preoccupanti e molti sono ai limiti dell’esaurimento. In Italia tutto tace.

 

L’EURO È UNA SCIAGURA – Valerio Malvezzi

COLONIE TEDESCHE – Andrea Del Monaco

Ecco perchè siamo indebitati fino al collo e nessuno ci aiuta.

Prescrizione contributi: oltre al danno la beffa!

Di Carmine Nicoletti – 20/02/2018   

                                  

Se non ci fosse da piangere ci sarebbe da ridere, esordirebbe qualcuno. Sono in molti, tra quelli che ne sono al corrente (visto che purtroppo la disinformazione e la scarsissima conoscenza normativa regna sovrana nel mondo della scuola), a chiedersi come sia possibile che all’alba del 2018, nell’era di internet, siano stati smarriti o non risultino i contributi versati “dallo Stato allo Stato”.

Infatti, sono in tantissimi tra DS, Docenti e Ata, a non vedersi riconosciuti anni, mesi e giorni di servizio sul proprio estratto contributivo. Altri ancora, visualizzano periodi completamente sballati e/o versati da scuole dove non hanno mai messo piede.

Lo stesso beffardo destino è toccato anche a tanti dipendenti pubblici di altri comparti, che fino a qualche anno fa erano gestiti dall’ormai defunto INPDAP (ex ente previdenziale che gestiva i contributi dei dipendenti pubblici, ormai assorbito dall’INPS).
Insomma, una vera e propria barzelletta fantozziana, tutta italiana. Qualcuno pensa addirittura che possa essere stata messa in atto una proditoria operazione studiata ad arte proprio per risparmiare qualche milioncino d’euro sulle spalle dei lavoratori pubblici. Anche perché: molti non ne sanno niente, altri lasceranno perdere (vista la complessità della procedura), ed il gioco è presto fatto.

S.O.F.I.A. (Funzionalità Docenti)

La piattaforma digitale S.O.F.I.A. – Sistema Operativo per la Formazione e le Iniziative di Aggiornamento dei docenti (sofia.istruzione.it) è stata realizzata dal Miur. S.O.F.I.A. consente di gestire l’offerta di formazione per insegnanti attraverso una procedura di accreditamento dei soggetti interessati, svolta completamente on line. Inoltre, la piattaforma permetterà di catalogare, a cura degli enti di formazione, le iniziative formative che si intende proporre al personale docente su tutto il territorio nazionale. Le insegnanti e gli insegnanti potranno iscriversi direttamente attraverso la piattaforma.
Video tutorial – Funzionalità Docenti:

Illegittima la comunicazione ai docenti tramite sms, WhatsApp o email Lucio Ficara Domenica, 01 Ottobre 2017

La Flc Cgil Vicenza diffida i Dirigenti scolastici che utilizzano sms, WhatsApp o email, per comunicazioni urgenti al personale scolastico.

L’argomento dell’illegittimità della comunicazione ai docenti o al personale Ata, da parte del Dirigente scolastico, tramite WhatsApp era già stato sollevato dalla nostra testata in un articolo del 19 gennaio 2017.

Il 30 settembre 2017 il Segretario provinciale della Flc Cgil di Vicenza Carmelo Cassalia invia a tutte le scuole della sua provincia una nota intitolata: “Abuso della comunicazione al personale scolastico da parte delle scuole attraverso sms/WhatsApp o email”.

Ecco cosa è riportato nella suddetta nota: “ La scrivente O.S. Comunica che da un certo tempo a questa parte, e sempre con maggiore frequenza, arrivano segnalazioni da parte del personale della scuola dove si denuncia che da parte di alcuni dirigenti scolastici si ricorre ad un uso eccessivo della posta elettronica, di sms o di messaggi tramite WhatsApp per comunicazioni di lavoro “urgenti” con il personale docente e Ata.

È bene sottolineare che il contratto di lavoro non prevede l’istituto della reperibilità, per cui “nessuno è obbligato a controllare” e, tanto meno, a rispondere agli eventuali messaggi di lavoro inviati dal proprio Dirigente scolastico fuori dall’orario di servizio.

In altre parole il personale della scuola non è tenuto a controllare, a tutte le ore, il proprio cellulare o la propria email per verificare disposizioni di servizio (quali modifiche dell’orario, riunioni collegiali o altre informazioni ritenute urgenti), inviate da Dirigenti via Sms, WhatsApp, caselle email a tutte le ore della giornata, comprese quelle serali e persino nei giorni festivi.

Con la presente precisiamo che non si vogliono demonizzare questi strumenti di comunicazione, ma non si può accettare che il controllo da parte del personale di comunicazioni fatte in questo modo sia considerato “legittimo”, quindi un obbligo.

Pertanto invitiamo le scuole che devono comunicare con il personale di trovare modalità di comunicazione condivise e rispettose delle “libertà fondamentali delle persone”. Cost. Art 2”La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo…”

Siamo con la presente ad invitare il personale Docente e ATA di segnalare alla scrivente O.S. casi di abuso della comunicazione e di violazione delle prerogative contrattuali.

 

http://m.tecnicadellascuola.it/item/33294-illegittima-la-comunicazione-ai-docenti-tramite-sms-whatsapp-o-email.html

L’ESPERIMENTO EDUCATIVO Milano, il preside che manda gli studenti indisciplinati a zappare

Domenico Balbi, dirigente scolastico dell’Itsos Albe Steiner: «Quando trovo i ragazzi a fumare dovrei fargli una multa di 27 euro che, però, viene commutata in lavoro». L’istituto ha un orto con verdure e giardini interni

Quante volte, vedendo un comportamento maleducato da parte di qualche ragazzo, magari studente, si è sentito affermare con disappunto da qualcuno che «dovrebbe andare a zappare la terra?». Soluzione presa alla lettera da un preside di Milano, Domenico Balbi, dirigente scolastico dell’Itsos Albe Steiner, scuola a indirizzo dello spettacolo, che gli studenti indisciplinati a zappare ce li manda, ma per davvero. Il metodo educativo del preside prevede patti chiari, dichiarati sin da subito, con intervento abbastanza scioccante per studenti e genitori il primo giorno di scuola. «Le sospensioni, e le multe, in questo istituto equivalgono all’andare a zappare».

L’Itsos Albe Steiner

Così il metodo, applicato con passione e, a quanto pare, con ampio gradimento da genitori e studenti, ha portato in breve tempo a far comprendere gli errori, il senso del lavoro, e ad abbellire gli ampi spazi verdi intorno al complesso scolastico, prima con ampi spazi in abbandono o invasi da macerie. «Quando trovo i ragazzi a fumare all’interno della scuola o all’esterno, dovrei fargli una multa di 27 euro che, però, viene commutata in lavoro – spiega il preside, preoccupato dalla piaga del tabacco e delle droghe leggere -. All’inizio i ragazzi, che avendo propensione artistica sono spesso vestiti in modo originale e fanno spesso uso di sigarette proibite, accettavano divertiti, pensando che fossero ore di svago, ma questa percezione è durata poco. Rastrellano, raccolgono pietre, potano, abbattono gli alberi malati e trasportano manualmente gli scarti del verde, quindi ora hanno compreso il senso della fatica. E io lavoro con loro, prima di tutto per dare l’esempio e poi perché non abbiamo i fondi per dedicare il personale a quest’attività».

Ragazzi e preside (che lavorano assieme) sono stati così affiatati che nell’ettaro di terreno sul retro della scuola, ora sorge un orto con pomodori e zucchine, mentre nei giardini interni ci sono coltivazioni di camelie, rose, ortensie e agrumi. E a breve potrebbero arrivare anche delle galline, di cui prendersi cura. Oltre a un progetto comunale, in corso di valutazione, sull’apicoltura. Il preside Balbi lavora dalle 8 alle 20 e ha grandi progetti per la valorizzazione dell’istituto, che ha peculiari caratteristiche formative nel campo dello spettacolo e dell’audiovisivo, e che avrebbe i numeri per diventare un polo d’eccellenza, con studenti che arrivano da tutta la Lombardia. lavora con passione anche perché la sua è stata una scelta di vita: solo quattro anni fa faceva l’avvocato cassazionista a Napoli, e ha mollato tutto per la sua passione: la scuola.

http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/17_settembre_29/milano-preside-che-manda-studenti-indisciplinati-zappare-c2708ebe-a52d-11e7-ac7b-c4dea2ad0535.shtml#?refresh_ce-cp

(Fabrizio Cassinelli/Ansa)

Pavullo, bimbi maltrattati all’asilo La difesa della maestra: “Quella nel filmato non sono io”

Più dettagliato del Corriere della Sera l’articolo della Gazzetta di Modena dove un deputato PD, responsabile nazionale del partito per il tema dell’infanzia, ipotizza a buona ragione uno stato di burnout della maestra che tuttavia “… non deve ricadere sulla giovane utenza …”. Peccato che l’onorevole non faccia menzione del fatto che proprio la politica non ha finanziato il DL 81/08, né ha verificato che i dirigenti scolastici applichino tale norma sulla tutela della salute dei lavoratori dallo Stress Lavoro Correlato. Come ciliegina sulla torta l’ostinazione delle Istituzioni nell’ignorare che le malattie professionali dei docenti sono psichiatriche nell’80% dei casi. Ulteriore misfatto dei nostri governanti è quello di ignorare che gli stessi dirigenti scolastici devono essere formati in materia di incombenze medico-legali di loro spettanza. Cosa ne può sapere un dirigente di malattie se non viene informato dei rischi professionali della categoria? Quindi non sorprenda il fatto che la dirigente e i colleghi non si fossero accorti di nulla: non si tratta di omertà ma di semplice ignoranza. SvegliatiItalia.

Vittorio Lodolo

http://gazzettadimodena.gelocal.it/modena/cronaca/2016/02/01/news/botte-ai-bimbi-e-bestemmie-in-classe-arrestata-maestra-d-asilo-a-pavullo-1.12878433

Articoli d-istruttivi…